I ghetti sono collocati nelle campagne di Foggia, lontani dai centri abitati e dai servizi. Si riempiono di migranti durante la stagione della raccolta (Maggio-Ottobre), fino a raggiungere le 10.000 unità, poi si svuotano progressivamente lasciando sul posto poco meno di 1.000 persone. Tutti i ghetti sono caratterizzati dalla mancanza o inadeguatezza di: servizi igienici, acqua corrente, elettricità, cibo sicuro, alloggi decenti. Gli insediamenti sono per lo più costituiti da baraccopoli con abitazioni precarie costruite con materiali di recupero (plastica, cartone e legno). Il servizio di raccolta dei rifiuti è sostanzialmente assente, l’assistenza sanitaria risulta inadeguata.

Grazie ad un’attività iniziata dalla Fondazione Niccolò Damiani in collaborazione con il Gruppo Medici con l’Africa Cuamm Bari, è stato possibile avviare una prima analisi sui territori e identificare i bisogni della popolazione.

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Già a partire da settembre 2015 è stata garantita la presenza quindicinale di alcuni medici e infermieri, che hanno avviato i primi interventi di assistenza sanitaria primaria presso alcuni dei ghetti più densamente abitati. Dall’inizio del 2017 l’attività si è intensificata arrivando a garantire la presenza degli operatori sanitari per tre domeniche al mese e registrando, ad oggi, oltre 670 visite mediche. Complessivamente, dall’inizio dell’intervento, sono state assistite oltre 2.160 persone, tra cui donne con bambini.

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Per informazioni, è possibile inviare una mail alla referente del progetto Lucia Raho (luxraho@gmail.com).